Ripenso ancora a quei tre giorni speciali trascorsi con madri e figli. Mi davano l’impressione di un fritto misto in fase di scongelamento. Beh, frutti di mare e pesci contengono sostanze preziose per la salute psicofisica della persona e così mi sembrava di quell’insieme di individui e personalità. Ma di primo acchito mi parevano anche congelati, come ipnotizzati dalla realtà che li circondava, da quella dimensione inedita e piena di aspettative che in molti avevano già avuto modo di percepire in occasione dell’incontro dell’anno precedente.

Il primo giorno, naturalmente, mi toccò rompere il ghiaccio e, armata di sorrisi e buoni propositi, acclimatarmi nel nuovo ambiente, presentarmi alle persone nuove e riabbracciare quelle che già avevo conosciuto. In molti dei presenti c’era ormai quel tocco di confidenza in più che faceva ben sperare in un rapido “scongelamento”.

Sandra, la mente creativa dietro l’organizzazione di questi incontri, ha accolto mia figlia e me con il suo sorriso solare, mettendoci immediatamente a nostro agio.

Poi è stata la volta delle madri che già conoscevo, che hanno interrotto le conversazioni in cui erano impegnate pur di salutarmi e farmi sapere che erano felici di rivedermi tra loro.

Intanto lo scongelamento del fritto misto andava avanti e dopo l’inizio ufficiale del corso vacanza io e gli altri membri dello staff ci siamo riuniti brevemente per mettere a punto i dettagli prima che ognuno prendesse il suo posto: io in cucina, le mamme al corso e i bimbi alle attività concepite appositamente per loro.

In cucina, con la responsabile Anna Maria, cuoca di grande esperienza, e due giovani volontari, c’è stata un’altra festa di baci e abbracci prima di passare all’aspetto pratico, che comunque non si è fatto attendere. “Allora”, dice Anna Maria, “merenda per tutti e poi di corsa a prendere i pasti per la cena!” “Evvai!” ribatto io entusiasta.

Eh sì, per me cucinare per cotanta gente è un esperienza che ha un non so che di mistico. Pianificare, tagliare, dosare, frullare, mettere in forno alla temperatura giusta per il tempo giusto. O semplicemente guarnire un piatto con ingredienti semplici, ma abbinati in modo tale da creare un’alchimia di gusti intriganti.

Ma non sono una maga, no, e lo sono men che meno quando non conosco bene la cucina in cui lavoro, come in questo caso. Ho iniziato a domandare agli altri dove fosse questo e dove fosse quello, ma non ero la sola a essere disorientata. Era tutto nuovo per tutti. Ma l’ironia e l’unione hanno fatto la forza ed ecco merende e spuntini per mamme e figli!

Una piccola pausa, poi di nuovo in pista per la cena. Risolviamo qualche piccolo problema, prendiamo nota di ciò che manca, pensiamo di andarlo a prendere, quando vengo chiamata da Sandra: “Lilly, domani mattina Nataly aveva in programma dei lavori manuali da far svolgere ai ragazzi, ma dovrà assentarsi… Che ne diresti se tu…”

“Ma io sono un frana con i lavori manuali! Magari delle pantomime o un teatrino…” In quattro e quattr’otto il programma è stato ridefinito. Nataly avrebbe svolto il suo lavoro con i ragazzi nel pomeriggio, mentre la mattina io avrei fatto con loro ciò che so fare.

C’era purtroppo la nota stonata del tempo: pioveva e faceva freddo. Il sole avrebbe certamente accelerato lo scongelamento, ma non voleva proprio saperne di fare capolino. Ma se un processo inizia bene, non c’è meteo che tenga… e se scongelamento dev’essere, scongelamento sarà!

Dopo la cena, apprezzatissima da tutti gli ospiti, ho aiutato a rigovernare, dopodiché sono andata in cerca di mia figlia per ritornare a casa. L’ho trovata in mezzo ai suoi nuovi amici, così entusiasta e affiatata che sarebbe voluta restare a dormire lì e soltanto a fatica sono riuscita a convincerla a venire con me.

Il giorno dopo siamo ritornate di buon’ora e dopo la riunione dello staff ho mantenuto fede al mio impegno dedicandomi ai ragazzi con pantomime, rielaborazioni di fiabe e quant’altro. Bimbi e ragazzi erano entusiasti e hanno partecipato attivamente a ogni fase del programma, commentando, divertendosi e interagendo magnificamente sebbene le loro età variassero dai quattro ai quindici anni. Alla fine abbiamo disegnato tutti insieme un murale ispirato alla storia di Rosella, la strega buona. C’era di tutto: sole, lune, stelle, rane, uccelli, scope volanti… persino docce per rospi in volo sulla scopa. Rosella ha avuto il suo meritato riconoscimento come strega buona!

Poi di corsa a preparare il pranzo e dopo il pranzo un workshop di preparazione di muffins per i ragazzi condotto da Anna Maria e quindi la dimostrazione di quello che i bambini avevano appreso nel corso di autodifesa concepito per loro. Come dimenticare la gioia, l’entusiasmo e lo spirito di condivisione di cui tutto era impregnato? Il tempo volava, non soltanto Rosella…

L’ultimo giorno è spuntato il sole e ogni cosa ha assunto una dimensione nuova e più profonda. L’armonia era stata raggiunta. Il fritto misto era completamente scongelato. La felicità di stare insieme era palpabile. Alla fine ci siamo riuniti per i saluti e i ringraziamenti e ci siamo ripromessi di rivederci al prossimo corso vacanza.  E potrei giurarci: non erano soltanto parole…

di Lillybeth von Lütisburg