L’Associazione ticinese delle famiglie monoparentali e ricostituite, insieme alla Conferenza Cantonale dei Genitori, Pro Juventute Svizzera italiana, Pro Familia Svizzera e FAFTPlus, invita a votare sì, il prossimo 26 settembre, al “Matrimonio per tutt*”.

Lo sappiamo bene: esistono tante forme di famiglia. Non è giusto discriminare e privare di diritti fondamentali i bambini e le bambine di famiglie omogenitoriali. Riconoscere i diritti delle famiglie omogenitoriali è un importante e necessario passo avanti verso una società realmente inclusiva.

COMUNICATO STAMPA – luglio 2021

“Matrimonio per tutti”: un passo indispensabile per includere famiglie, genitori e giovani nella società, senza ulteriori discriminazioni civili.

Gli enti firmatari invitano a sostenere le modifiche del Codice civile per un “Matrimonio per tutti” sottoposte a votazione popolare il prossimo 26 settembre, perché garantiscono la medesima tutela giuridica a tutte le coppie che si vogliono unire in matrimonio, a prescindere dall’orientamento sessuale, e ai loro figli. La famiglia è una componente fondamentale della società, la parità dei diritti per le coppie di genitori che la compongono contribuisce al suo benessere ed offre maggiori tutele. In molti paesi europei tutti possono accedere al matrimonio civile e le coppie di donne possono ricorrere alla medicina riproduttiva. Approvando il “Matrimonio per tutti” anche in Svizzera si eliminano dal diritto molte discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, accogliendo coppie di uomini o di donne nell’istituto del matrimonio civile, ed estendendo alle future coppie di donne unite in matrimonio civile la possibilità di ricorrere alla medicina riproduttiva, già oggi accessibile alle donne sposate con un uomo. Cittadini, genitori, figli e giovani, verranno finalmente meglio tutelati e inclusi nella società.

Il 18 dicembre 2020, dopo un iter parlamentare di sette anni, le Camere federali hanno approvato il “Matrimonio per tutti”: una serie di modifiche legislative che eliminano dal diritto civile molte discriminazioni basate sull’orientamento sessuale dei cittadini, accogliendo coppie di uomini o di donne nell’istituto del matrimonio civile, estendendo alle future coppie di donne unite in matrimonio la possibilità di ricorrere alla medicina riproduttiva, già oggi accessibile alle donne sposate con un uomo.

Le modifiche approvate rispondono positivamente ai bisogni di ogni coppia di poter accedere ai diritti e ai doveri dell’istituto del matrimonio civile, e al bisogno di tutti i bambini di veder riconosciuti alla nascita entrambi i genitori. Il “Matrimonio per tutti” è un cambiamento a favore di cittadine e cittadini, occupati diffusamente in tutte le professioni e in tutti i ruoli sociali, istituzionali e politici, che amplia le tutele delle famiglie e dei minori.

Tuttavia contro le modifiche è stato opposto un referendum, sul quale voteremo il prossimo 26 settembre, che rifiuta la proposta di estendere il matrimonio civile a coppie di uomini o di donne, e che ritiene pericoloso che un bimbo cresca con la madre biologica e la sua compagna (famiglia omogenitoriale).

Gli enti firmatari, d’accordo con le modifiche di legge approvate dal legislatore federale, si esprimono a favore dell’eliminazione della disparità di trattamento basata sull’orientamento sessuale e portano all’attenzione pubblica le seguenti domande e riflessioni, con lo scopo di contribuire al dibattito e al confronto civile, in vista della votazione sul “Matrimonio per tutti”.

MATRIMONIO – GENITORI – BAMBINI e DIRITTO DI FILIAZIONE ALLA NASCITA

– Il matrimonio civile ha conseguenze dirette per gli sposi, che di fronte allo Stato assumono diritti e doveri reciproci. Il “Matrimonio per tutti” consente a coppie di uomini o di donne di sposarsi di fronte allo Stato. Quale interesse pubblico o privato lederebbe il matrimonio civile tra due uomini o due donne?

– Da molti anni e in molti paesi[1] le famiglie di genitori dello stesso sesso sono incluse dalla società e dal diritto, coesistendo con tutte le altre forme di famiglia (famiglie monoparentali, famiglie ricostituite e famiglie affidatarie). Anche in Svizzera le famiglie omogenitoriali (famiglie Arcobaleno) sono già una realtà consolidata. Le istituzioni e la comunità scientifica confermano che i figli delle famiglie omogenitoriali non sono svantaggiati rispetto ai figli delle altre forme di famiglia. Alla luce di queste evidenze, perché gli iniziativisti sostengono che sia svantaggioso per un bimbo crescere con la madre biologica e la sua compagna? Quali pericoli potrebbe mai correre rispetto ad avere una famiglia con due genitori di sesso diverso?

– La figura del donatore di sperma (padre biologico) non ha diritti verso il figlio della madre biologica e di suo marito, e non esercita alcun ruolo genitoriale ed affettivo verso il bambino.

La figura del padre viene evocata dagli iniziativisti contro l’estensione della medicina riproduttiva alle coppie di donne. Perché la medicina riproduttiva deve restare accessibile ad una donna sposata con un uomo mentre – a mente dei referendisti – dev’essere negata a una donna unita in matrimonio civile con la propria compagna?

– Oggi, un bambino nato in Svizzera grazie alla medicina riproduttiva da una coppia composta dalla madre biologica e da suo marito, vede riconosciuti entrambi i genitori sin dalla nascita (filiazione alla nascita di entrambi i genitori). Tuttavia il bambino nato in una coppia di donne che ricorre alla medicina riproduttiva (al momento per loro accessibile in molti paesi europei) vede riconosciuta come genitore la mamma non biologica solamente alla conclusione di un lungo e complesso procedimento di adozione svolto di fronte alle autorità. In questo periodo il bambino resta esposto a tutti i rischi dell’assenza giuridica di un secondo genitore. Si pensi ad esempio alle conseguenze per il bambino in caso di morte della madre biologica o del genitore in corso di adozione, o in caso di separazione dei genitori. È giusto discriminare i bambini dalla nascita a causa dell’orientamento sessuale dei genitori, non garantendo loro pari diritti e tutele?

FAMIGLIA – GENITORI – FIGLI

– Con quali parole un genitore può spiegare al proprio figlio o figlia, a prescindere dalla propria situazione famigliare e al proprio orientamento sessuale, che se crescendo si scoprirà attratto da pari del suo stesso sesso, non potrà sposarsi?

– Come spiegare ai propri figli che potranno determinare il loro futuro, aspirando a qualunque forma di studio, di professione o carica pubblica, e qualunque responsabilità nella società o nelle istituzioni, ma che se vivranno in Svizzera dovranno confrontarsi con discriminazioni civili, con un confine invisibile che li esclude dal ruolo e dalla responsabilità di genitore?

– Come può un genitore guardare con fiducia al futuro del proprio figlio o figlia, se proprio sul fronte dei diritti civili, sa che potrà dover affrontare limitazioni e discriminazioni fondamentali per la sua piena realizzazione sociale, basate sul suo orientamento sessuale?

– Quanti e quali problemi e difficoltà devono affrontare fanciulli e ragazze crescendo in una società che, a priori, preclude loro la via del matrimonio e della famiglia, giudicandoli potenzialmente inadeguati sulla base del loro orientamento sessuale?

– Le discriminazioni civili sono il retaggio, ma anche il risultato, della morale e della capacità di un tessuto sociale di accettare ed includere gli altri. In una democrazia dove istituzioni, scuola in primis, famiglie, associazioni e mondo dello sport si impegnano a favore dell’inclusione e contro la discriminazione, non sarebbe del tutto incoerente rifiutare la proposta del Consiglio federale e delle Camere federali di eliminare le gravi discriminazioni individuate nel codice civile durante i lavori degli ultimi 7 anni?

IN CONCLUSIONE – Gli enti firmatari ritengono che le modifiche del Codice civile per un “Matrimonio per tutti” già approvate dalle Camere federali rispondano positivamente:

ai bisogni di unione, di famiglia e di genitorialità di una parte della società che merita di essere accolta e riconosciuta dallo Stato con pari diritti e tutele, a prescindere dall’orientamento sessuale;

agli interessi della comunità genitoriale affinché tutti i figli, della propria e delle altre famiglie, siano accolti e accettati nella loro interezza, senza discriminazioni fondamentali;

al bisogno dei bambini di essere tutelati avendo riconosciuti entrambi i genitori sin dalla nascita, anche quando sono due donne;

ai bisogni di fanciulle e giovani, che oltre a crescere amati ed accuditi in famiglia e a scuola, devono essere accettati e rispettati con pari dignità e completo riconoscimento del loro potenziale sociale, senza ulteriori e gravi discriminazioni basate sull’orientamento sessuale.

Pierfranco Longo

Presidente, Conferenza Cantonale dei Genitori

Ilario Lodi

Responsabile Pro Juventute Ufficio regionale Svizzera Italiana

Michela Trisconi

Membro del comitato centrale di Pro Familia Svizzera

Sandra Killer

Presidente Associazione Ticinese Famiglie Monoparentali e Ricostituite

Marialuisa Parodi, Co Presidente

Bianca Maria Martinelli Bianchi, Co Presidente

FAFT (Federazione Associazioni Femminili Ticino) Plus

[1] Paesi Bassi (2001), Belgio (2003), Spagna (2005), Svezia e Norvegia (2009), Portogallo e Islanda (2010), Danimarca (2012), Francia (2013), Inghilterra e Galles (2013), Scozia (2014), Lussemburgo (2015), Irlanda (2015), Finlandia (2015), Germania e Malta (2017) e Austria (2019).