La felicità dei figli/e non dipende dalla forma della famiglia  

L’ATFMR (Associazione Ticinese Famiglie Monoparentali e Ricostituite) basa il suo operato sulla Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo ed è convinta che ogni bambino/a debba poter crescere sostenuto dall’amore dei propri genitori e della propria famiglia, qualsiasi forma essa decida di assumere, e che ogni bambino/a debba godere di pari diritti indipentemente dal tipo di famiglia in cui cresce.

Le famiglie

Esistono tanti tipi di famiglie.
Esistono famiglie in cui il bambino o la bambina può contare su un solo adulto di riferimento ed esistono famiglie con due o più di queste figure.
Esistono famiglie omogenitoriali.
Esistono famiglie in cui il riferimento sono i nonni, lo zio, la mamma, la zia.
Esistono famiglie adottive e famiglie affidatarie.
Esistono famiglie ricostituite, ricomposte o patchwork come dir si voglia.
Esistono famiglie in cui la mamma o il papà sono venuti a mancare.
Esistono molti e molti tipi di famiglie. E sono sempre esistiti molti tipi di famiglie.

La figura e il ruolo del padre

Tra i fautori del referendum si sente spesso parlare dell’importanza del “ruolo del padre”, ruolo che sarebbe gravemente minacciato concedendo anche alle coppie lesbiche di accedere all’inseminazione artificiale.

Dal nostro punto di vista di famiglie monoparentali questo tipo di discorsi suona al contempo anacronistico e ipocrita. Ci piacerebbe che qualcuno ci spiegasse cosa si intende con la figura e il ruolo del padre e la figura e il ruolo della madre. In ottica paritaria, naturalmente. Qual è la differenza esattamente? Valigetta 24 ore a lui e mocio per i pavimenti a lei? È questo il modello di “famiglia tradizionale” che si vuole difendere? Certamente le disparità tra uomini e donne sono ancora troppo numerose, ma stupisce come i fautori del referendum sembrano non essersi accorti che ormai viviamo in una società in cui la valigetta 24 ore potrebbe averla lei e in cui sicuramente vorremmo vedere molti più lui con il mocio in mano.

Senza dimenticarci che, purtroppo, esistono diversi bambini e bambine che un padre ce l’hanno, ma è violento (verso di loro e/o verso la madre), oppure è assente o incostante e incapace di occuparsi di loro. Meglio un padre così che una coppia madri che sanno crescere con amore i propri figli/e, dando loro sicurezza ed affetto?

Il diritto ad essere accuditi

Nella convenzione ONU sui diritti del fanciullo è sancito il diritto ad essere accuditi. “La figura del padre” e “la figura della madre” sono termini che non si usano più. Si parla semmai di figure genitoriali, di capacità educative, di dare l’esempio, di offrire contenimento e prospettive. Lo si fa per inclusione così che chi cresce in famiglie non “tradizionali” (ma che sono sempre esistite) non venga più stigmatizzato. E le capacità genitoriali non dipendono dall’orientamento sessuale, pare assurdo doverlo precisare.

Essere accuditi è un diritto di tutti i bambini e le bambine. Se poi lo fa la mamma, il papà, la nonna, lo zio, non ha importanza. Caro bambino, cara bambina, sei in una famiglia, sei accudito/a, sostenuto/a e accompagnato/a nella vita.

La politica e le famiglie

Vogliamo parlare di una società migliore? Che supporti i bambini e le bambine? Parliamo allora di supportare le famiglie! Un bambino o una bambina sono molto fortunati ad avere più adulti che li amano e se ne occupano. E anche per chi cresce un figlio o una figlia poter contare su un altro adulto in questo difficile compito è un sollievo, rende questa missione più semplice e più bella. Come monoparentali vediamo troppo spesso quali possono essere le difficoltà economiche o la solitudine nel crescere (quasi) da sola/o i propri figli/e. Perché non stiamo discutendo di questo ma di chi può o non può essere considerato una famiglia? Di chi può e non può generare figli/e “a norma di legge”?

Serenità e pari diritti per tutti i bambini e le bambine

Ciò che conta, e ciò che dovrebbe essere al centro di tutte le politiche familiari, è la possibilità di offrire a tutti i bambini e le bambine un contesto sereno e sicuro in cui crescere e questo può essere fatto indipendentemente dalla forma e dalla composizione della famiglia in cui vivono.

Come associazione delle famiglie monoparentali lo sappiamo bene: sappiamo che vi sono bambini/e e ragazzi/e con difficoltà che provengano da famiglie separate (i conflitti tra genitori e le maggiori difficoltà economiche non facilitano la vita a nessuno…), ma sappiamo anche che la maggior parte dei bambini e delle bambine cresciuti in famiglie “non tradizionali” sono diventati degli adulti responsabili. A volte anche più responsabili e capaci di muoversi nella vita di coloro che sono cresciuti in famiglie “tradizionali”.

Invece di stigmatizzare e discrimare le famiglie arcobaleno e gli altri tipi di famiglie non “tradizionali”,  proviamo allora a porci le vere domande, quelle costruttive , quelle davvero utili alle famiglie ticinesi, qualunque forma queste famiglie abbiano deciso di avere:

  • Come garantire pari diritti effettivi a tutti i bambini e le bambine?
  • Come sostenere tutte le famiglie in un loro momento di difficoltà?
  • Quali cambiamenti sono necessari per le pari-opportunità dei membri di ogni tipo di famiglia?
  • Come interpretare le responsabilità genitoriali?
  • Come garantire ad ogni bambino e bambina il diritto ad essere accudito da figure genitoriali che possono offrigli sicurezza, affetto e serenità?