Le regole del mare
Aspetti legali da regolamentare
Prima di iniziare il viaggio, è importante conoscere le regole del mare, ossia gli aspetti da regolamentare al momento della separazione, in particolare per ciò che riguarda i figli o le figlie e la riorganizzazione della vita familiare.
Qui di seguito trovi una prima introduzione generale.
Se hai bisogno di informazioni più precise, puoi proseguire la tua navigazione sul sito della guida.
Cosa deve essere regolamentato?
Al momento della separazione, per quel che riguarda i figli vanno regolamentati i principali diritti/doveri dei genitori: l’autorità parentale, la custodia, le relazioni personali e i contributi di mantenimento.
L'autorità parentale
L’autorità parentale è il diritto-dovere dei genitori di occuparsi del figlio minorenne, prendendo decisioni importanti sulla sua educazione e sulla sua crescita, sempre nel rispetto del suo bene e ascoltando la sua opinione.
Va distinta dalla custodia, che riguarda invece la vita quotidiana e la convivenza con il figlio.
Di regola, anche se i genitori si separano, l’autorità parentale resta congiunta; solo in casi eccezionali e gravi (come abusi o violenze) può essere attribuita a un solo genitore.
La custodia e le relazioni personali
Avere la custodia del figlio significa vivere in comunione domestica con lui e occuparsi di lui nella vita quotidiana.
Può essere esclusiva, quando il figlio risiede con un genitore (affidatario) mentre l’altro (il genitore non affidatario) mantiene rapporti tramite i diritti di visita, stabiliti caso per caso in base ai bisogni del bambino, alla sua età, alla distanza tra le abitazioni o agli impegni lavorativi dei genitori. Se i genitori riescono ad accordarsi reciprocamente, possono organizzare liberamente i diritti di visita, tuttavia in caso di disaccordo è utile poter far riferimento a una regolamentazione stabilita in una decisione o in un accordo ufficiale.
La custodia alternata prevede invece che entrambi i genitori, pur vivendo separati, si prendano cura del figlio in maniera più o meno equilibrata: i tempi possono essere equamente suddivisi (50%-50%) o distribuiti in maniera più flessibile, su base giornaliera, settimanale o mensile.
Le soluzioni possono adattarsi col tempo, seguendo la crescita dei figli o eventuali cambiamenti familiari e professionali. Se generalmente sono i figli a risiedere alternativamente presso il domicilio dell’uno e dell’altro genitore, alcune famiglie scelgono invece il modello del ‘nido familiare’, in cui sono invece i genitori che si alternano, secondo un calendario prestabilito, nella residenza familiare in cui vivono stabilmente i figli.
Non esiste un modello di custodia in sé ideale: ciò che conta è trovare l’assetto più adatto al benessere del figlio. Il buon funzionamento della custodia alternata richiede capacità collaborative da parte di entrambi i genitori e di una certa disponibilità economica ed organizzativa.
Gli “alimenti”: cosa sono?
Entrambi i genitori sono tenuti al mantenimento dei propri figli.
Questo può avvenire in modo diretto, quando il genitore che ha la custodia del figlio si occupa del figlio e dei suoi bisogni (sia prendendosene cura, sia facendosi carico delle sue spese dirette), oppure in modo indiretto quando il genitore non affidatario versa dei contributi di mantenimento (i cosiddetti ‘alimenti’) per provvedere alla partecipazione ai costi del figlio.
L’obbligo di mantenimento nasce direttamente dal vincolo giuridico di filiazione. Questo significa, ad esempio, che anche un genitore che non detiene l’autorità parentale ha un obbligo di mantenimento nei confronti dei propri figli.
Nell’obbligo di mantenimento sono comprese tutte le spese necessarie allo sviluppo fisico, intellettuale e morale: vitto, alloggio, abbigliamento, cure generali, salute, educazione, formazione scolastica e professionale, tempo libero, copertura contro il rischio di malattia e incidente.
Quando i genitori sono separati, divorziati o non convivono, quello che non vive stabilmente con il figlio deve versare gli alimenti (contributo di mantenimento) per coprire le spese di crescita, educazione e cura. Questo obbligo dura fino alla maggiore età del figlio o fino al completamento di una formazione che sia in grado di renderlo autonomo.
L’importo è fissato in una convenzione o da un tribunale, e tiene conto dei bisogni del figlio, delle possibilità economiche dei genitori e di eventuali redditi del figlio. Il contributo va pagato anticipatamente ogni mese e può essere integrato da assegni familiari o rendite sociali spettanti al figlio. Se cambiano in modo rilevante e stabile le condizioni economiche (ad esempio se aumentano le spese del figlio o cambiano le risorse dei genitori), l’importo può essere modificato.
Il metodo di calcolo per stabilire il contributo di mantenimento non è semplice da spiegare in poche parole. Sul sito troverete maggiori dettagli ed alcuni esempi, ma ciò che è importante ricordare è che non esiste un ammontare unico per gli alimenti: per ogni caso individuale occorre calcolare l’importo tenendo conto della situazione economica della famiglia.
Cosa fare se l’altro genitore non mi versa i contributi di mantenimento stabiliti?
Se i contributi di mantenimento stabiliti in una decisione o in un accordo approvato dal’autorità competente non vi sono versati o sono versati solo parzialmente, in ritardo o in modo irregolare, potete rivolgervi al Servizio aiuto all’incasso e, per i figli minorenni, potete fare richiesta dell’anticipo alimenti.
Cosa sono le spese straordinarie?
Le spese straordinarie per i figli sono costi eccezionali che non rientrano nelle spese ordinarie e quotidiane già coperte dal contributo di mantenimento.
Si tratta di spese impreviste, non regolari, di importo significativo e difficili da quantificare in anticipo. Riguardano bisogni particolari, come ad esempio delle cure mediche non coperte dalle assicurazioni, interventi urgenti, attività sportive, corsi speciali o viaggi di studio.
Esse vanno ripartite tra entrambi in genitori (50/50 o secondo altri criteri di ripartizione stabiliti in sede di accordo).
Quali sono gli altri aspetti da regolamentare?
Come spieghiamo in dettaglio sul sito, altri aspetti da regolamentare sono:
- la ripartizione dei bonus educativi dell’AVS
e per le coppie coniugate:
- l’attribuzione dell’abitazione familiare (per le coppie coniugate)
- la divisione del capitale del secondo pilastro (al momento del divorzio)
- la liquidazione del regime matrimoniale.