La custodia alternata, qualche volta chiamata anche affido condiviso o congiunto, è un modello di cura dei figli in cui i genitori vivono separati, ma hanno entrambi la custodia del figlio e se ne prendono cura secondo un calendario prestabilito.

Dal 2017 il nuovo diritto di famiglia attribuisce all’autorità competente in caso di divorzio o di separazione il dovere di esaminare, su richiesta di un genitore o del figlio e nell’ottica del benessere del figlio, la possibilità della custodia alternata. Negli ultimi anni tale modello è in lenta ma continua crescita.

Un dibattito acceso

Il legislatore svizzero non ha scelto di un imporre un unico modello di custodia a tutte le famiglie, preservando dunque la libertà di scelta della soluzione che meglio si adatta alle specificità dei diversi nuclei familiari. Sono tuttavia in corso, a livello di politica federale, riflessioni volte a rafforzare la soluzione della custodia alternata anche in caso di conflittualità tra genitori. 

La custodia alternata è oggi al centro di un dibattito tra coloro che in nome della bigenitorialità vorrebbero generalizzare questo modello coloro che invece ne evidenziano i limiti e vorrebbero dunque che venisse regolamentata tenendo maggiormente conto delle caratteristiche e specificità delle singole famiglie e del benessere del bambino.

Al centro delle discussioni troviamo in particolare la questione dell’età dei bambini quale criterio determinante per adottare l’uno o l’altra modalità di custodia. Secondo alcuni pedopsichiatri e psicologi la custodia alternata, e i continui cambiamenti di luogo di vita e di figura genitoriale di riferimento che essa implica, rischiano di perturbare il normale sviluppo psicofisico dei più piccoli e non ne raccomandano l’applicazione completa prima dei 6 anni. 

Altro tema spesso oggetto di dibattiti è la possibilità di imporre una custodia alternata contro la volontà di uno dei genitori e le possibili ripercussioni sul benessere dei figli di un perdurare del conflitto che non facilita di certo il sereno svolgersi della custodia alternata.

A livello di letteratura scientifica risulta difficile trovare un consenso su questo tema. A fianco degli studi più critici ve ne sono altri che mettono invece in luce gli aspetti positivi della custodia alternata sui figli e sulle loro relazioni con i genitori. Ed in molti casi, effettivamente, la possibilità di continuare a mantenere ampi e frequenti contatti con entrambi i genitori può senz’altro rappresentare per i figli la modalità più serena di riorganizzazione familiare dopo una separazione. C’è tuttavia da chiedersi se a garantire benessere e serenità ai figli sia la semplice equa ripartizione del tempo trascorso con entrambi i genitori o se ciò che conta e fa la differenza è la qualità e il buon funzionamento dell’ex-coppia genitoriale nell’impegnativa gestione quotidiana della custodia alternata.

Le questioni aperte sono numerose è la tavola rotonda vuole esserel’occasione per fare il punto sulla situazione nella Svizzera italiana e per permette uno scambio tra tutti gli attori coinvolti (genitori, pretori, avvocati, membri di ARP, mediatori, sociologi, psicologi, educatori, etc).

La tavola rotonda è organizzata dall’Associazione Ticinese Famiglie Monoparentali e Ricostituite, con il sostegno dell’UFag e promossa in collaborazione con SUPSI DEASS.


Quando? Lunedì 28 novembre, 13.30-19.00
Dove? Rivera, via Cantonale 22 (Centro Rehoboth)

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